Scompenso cardiaco negli anziani: come affrontarlo?

Lo scompenso cardiaco è una patologia particolarmente grave: ecco qualche consiglio per affrontarla con serenità

Lo scompenso cardiaco è un insieme di sintomi e manifestazioni fisiche causato dall’incapacità del cuore di pompare quantità di sangue adeguate alle necessità dell’organismo, determinando un accumulo di liquidi a livello degli arti inferiori, dei polmoni e in altri tessuti. L’insufficienza cardiaca può verificarsi a qualsiasi età e può avere diverse cause; in genere si sviluppa in seguito ad una lesione muscolare cardiaca, come un infarto del miocardio o una eccessiva sollecitazione cardiaca. Quando si sviluppa un danno irreversibile a carico del cuore, quest’ultimo e tutto il sistema cardiocircolatorio si adattano mettendo in atto meccanismi di compenso; qualora anche questi tentativi dell’organismo umano fallissero, si instaura l’insufficienza cardiaca cronica.

I sintomi dell’insufficienza cardiaca

Il tipico sintomo dello scompenso cardiaco è la dispnea, ossia una mancanza di fiato; generalmente questa si manifesta sotto sforzo, ma, nelle fasi più avanzate, anche quando il soggetto è a riposo. Questa è causata dalla progressiva incapacità delle camere cardiache di svuotarsi in modo efficace durante la contrazione, causando un conseguente accumulo di liquidi nel circolo polmonare. Tra i tipici sintomi dell’insufficienza cardiaca troviamo anche l’astenia, ovvero la stanchezza; è molto frequente ed anch’essa è legato ad una ridotta funzione della pompa del cuore. Per quantizzare l’affanno e la stanchezza di un soggetto si ricorre alla classificazione di tale sintomo secondo la relativa classe NYHA: Purtroppo l’andamento naturale della patologia è progressivo e i sintomi divengono gradualmente sempre più evidenti fino a indurre il paziente a effettuare accertamenti cardiologici per malessere. Una diagnosi accurata del problema è importante, soprattutto perché permette di individuare le precise cause scatenanti. La terapia dipende dalle cause e può essere di tipo farmacologico, medico e/o chirurgico.

La terapia per lo scompenso cardiaco

Senza lo svolgimento di un’opportuna terapia, l’insufficienza cardiaca presenta una mortalità estremamente alta, colpendo soprattutto i soggetti con grave disfunzione contrattile del ventricolo sinistro, gli anziani ed i soggetti con altre gravi malattie. Tuttavia vi sono alcune terapie grazie alle quali è possibile curare lo scompenso cardiaco; è possibile farlo attraverso un programma che associa i farmaci ad un cambiamento dello stile di vita e delle abitudini dell’assistito. La terapia farmacologica dell’insufficienza cardiaca offre molteplici opportunità terapeutiche; infatti le diverse classi di farmaci, disponibili sul mercato, agiscono nei confronti di alcuni meccanismi cruciali coinvolti nella genesi di questa sindrome. Le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro lo scompenso cardiaco sono:

Il trattamento non farmacologico

Per trattare lo scompenso cardiaco è possibile anche seguire solamente una sorta di terapia comportamentale, la quale consiste essenzialmente nel seguire un corretto stile di vita, con abitudini alimentari volte a ridurre l’apporto di sale e di grassi, praticare una moderata attività fisica e avere un migliore controllo dei fattori di rischio cardiovascolare (fumo, ipertensione, diabete, obesità e ipercolesterolemia). In alternativa al trattamento farmacologico è possibile eseguire dei trattamenti chirurgici per lo scompenso cardiaco; tra di essi annoveriamo:

Come convivere con l’affaticamento cardiaco

Lo scompenso cardiaco, solitamente, richiede un certo cambiamento dello stile di vita e delle abitudini sanitarie, infatti diviene necessario assumere abitudini più salutari e impegnarsi a mantenerle. Tra le buone usanze per convivere con l’affaticamento cardiaco troviamo la riduzione dell’apporto di sale; questo perché tale alimento è causa di ritenzione di liquidi nell’organismo. insufficienza cardiaca sintomi Inoltre è necessario ridurre l’assunzione di liquidi, infatti l’acqua introdotta, se non viene eliminata a causa di un malfunzionamento del rene, si accumula nell’organismo e accentua i sintomi della congestione; l’opportuna quantità di acqua da ingerire deve essere stabilita dal proprio medico curante secondo le condizioni cliniche del paziente. Inoltre è necessario eliminare le cattive abitudini come alcool e fumo, in quanto l’assunzione di alcool provoca dilatazione e indebolimento del cuore, causando quindi un peggioramento di una malattia cardiaca preesistente, e la nicotina, invece, determina un restringimento dei vasi sanguigni, aumentando così il carico di lavoro del cuore e riducendone l’apporto di sangue. Vivere con lo scompenso cardiaco significa che dovrete modificare il proprio stile di vita e le proprie abitudini.